Spighe Verdi 2026: a Perugia gli otto Comuni umbri premiati per la sostenibilità

Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi e Trevi ricevono il riconoscimento. Mazza: «Il risultato di un grande lavoro delle comunità».
La Redazione

Sono otto i Comuni umbri che hanno ottenuto il riconoscimento Spighe Verdi 2026, la certificazione assegnata alle realtà rurali italiane che seguono un percorso di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente, valorizzare il patrimonio rurale e le sue risorse naturali e culturali e favorire sviluppo economico e occupazione.

Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi e Trevi sono stati premiati nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, alla presenza dei sindaci e degli assessori dei Comuni insigniti. Alla cerimonia sono intervenuti Claudio Mazza, presidente della fondazione FEE Italia; Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria; Donato Rotundo, direttore Area sviluppo sostenibile e innovazione di Confagricoltura; Graziano Antonielli, dirigente della Regione; e Letizia Michelini, presidente della Seconda commissione consiliare dell’Assemblea legislativa.

Durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra agricoltura, turismo e ambiente per rafforzare il percorso di sostenibilità e aumentare il numero dei riconoscimenti in Umbria.

Per portare i Comuni all’adozione dello schema Spighe Verdi, la fondazione FEE Italia, insieme a Confagricoltura, utilizza un sistema di indicatori che prende in considerazione, tra gli altri aspetti, l’educazione allo sviluppo sostenibile, la presenza di produzioni agricole tipiche, l’innovazione in agricoltura, la qualità dell’offerta turistica e la valorizzazione delle aree naturalistiche.

L’agricoltura occupa un ruolo centrale nel programma. «È qui che deve avvenire la vera rivoluzione culturale», ha ricordato il presidente di Confagricoltura Umbria Matteo Pennacchi, sottolineando: «La nostra associazione è da sempre impegnata nella diffusione delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale».

Per il presidente della fondazione FEE Italia Claudio Mazza, «sono molti gli indicatori da considerare, gli elementi che vanno a concorrere all’assegnazione del riconoscimento: dalla depurazione all’arredo urbano, alla tutela del paesaggio e della biodiversità. La cosa fondamentale è l’armonia tra l’amministrazione che ha il ruolo di programmare e indirizzare e gli imprenditori agricoli. Spighe Verdi è il risultato di un grande lavoro che le comunità fanno sul territorio tra consapevolezza, condivisione e crescita costante».

Donato Rotundo ha invece evidenziato il contributo delle imprese agricole: «Così come i Comuni fanno i loro sforzi, anche noi come imprese agricole facciamo la nostra parte per seguire il percorso tracciato dalle Spighe Verdi». E ha aggiunto: «Già 11 anni fa, all’inizio del percorso, parametri e indicatori attuali e oggi quindi sulla bocca di tutti erano già presenti e questo ha permesso di fare crescere nel modo giusto i territori».

Per la consigliera regionale Letizia Michelini «c’è la necessità che in iniziative come questa la voce della Regione si faccia sentire perché con un lavoro condiviso si possono traguardare insieme importanti obiettivi».

Secondo Graziano Antonielli, infine, «l’iniziativa viaggia nel solco tracciato anche con l’assessorato all’agricoltura e al turismo, settori che devono essere sempre più legati e lavorare insieme per ottenere maggiori risultati».

Spighe Verdi si conferma così uno strumento di valorizzazione del patrimonio rurale, delle risorse naturali e culturali dei territori e delle opportunità occupazionali legate allo sviluppo sostenibile.

La Redazione
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