Il turismo internazionale consolida la propria ripresa e torna su un sentiero di crescita strutturale. Nel 2025 gli arrivi globali hanno raggiunto quota 1,52 miliardi, con un aumento del 4% rispetto al 2024, pari a circa 60 milioni di viaggiatori in più. È quanto emerge dal primo Barometro Mondiale del Turismo dell’anno diffuso da UN Tourism, che fotografa un settore ormai vicino ai ritmi di espansione pre-pandemia, quando la crescita media annua si attestava intorno al 5%.
La domanda di viaggi è rimasta sostenuta per tutto l’anno, nonostante l’inflazione nei servizi turistici e le tensioni geopolitiche. A trainare i risultati sono state le solide performance dei principali mercati di origine, la ripresa progressiva dell’Asia-Pacifico, il rafforzamento della connettività aerea e politiche più favorevoli in materia di visti. «Prevediamo che questo trend positivo continui nel 2026», ha dichiarato il segretario generale di UN Tourism, Shaikha Alnuwais, sottolineando come la stabilità economica globale e il recupero delle destinazioni ancora sotto i livelli del 2019 possano sostenere ulteriormente la crescita.
A livello regionale, l’Europa si conferma la prima destinazione mondiale con 793 milioni di arrivi nel 2025, in aumento del 4% sull’anno precedente e del 6% rispetto al 2019. L’Africa registra la performance più brillante con un balzo dell’8%, mentre il Medio Oriente cresce del 3% e si colloca ben al di sopra dei livelli pre-pandemici. L’Asia e il Pacifico avanzano del 6%, pur restando ancora leggermente sotto i valori del 2019, e le Americhe mostrano una crescita più contenuta, frenata in parte dai risultati degli Stati Uniti nella seconda metà dell’anno.
I buoni dati sugli arrivi si riflettono anche sugli indicatori economici del comparto. La capacità aerea internazionale e il traffico passeggeri sono cresciuti del 7% fino a ottobre 2025, mentre l’occupazione globale delle strutture ricettive ha raggiunto il 66% a novembre, in linea con l’anno precedente. Ancora più significativo il dato sulla spesa: le entrate turistiche internazionali sono stimate in 1,9 trilioni di dollari, con un aumento del 5% sul 2024, e i ricavi complessivi delle esportazioni turistiche, inclusi i trasporti passeggeri, dovrebbero toccare il record di 2,2 trilioni di dollari. In molte destinazioni la crescita degli introiti ha superato quella degli arrivi, segnale di una domanda orientata verso prodotti e servizi di maggiore valore.
Lo sguardo al 2026 resta improntato a un cauto ottimismo. UN Tourism prevede un’ulteriore crescita degli arrivi internazionali tra il 3% e il 4%, sostenuta dalla domanda dei consumatori, da una migliore connettività aerea e dall’aumento dei viaggi in uscita dai mercati emergenti. Eventi globali come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e i Mondiali FIFA in Nord America contribuiranno a rafforzare i flussi. Restano tuttavia alcune incognite, legate ai rischi geopolitici, ai costi di viaggio ancora elevati e agli eventi climatici estremi, che potrebbero incidere sulla fiducia dei viaggiatori. In questo contesto, secondo gli esperti, i turisti continueranno a privilegiare il buon rapporto qualità-prezzo, mentre il settore si avvia verso una fase di crescita più stabile e normalizzata dopo il rimbalzo post-pandemico.











