Dalla Regione Marche oltre un milione di euro per bonificare i siti contaminati

Nuove risorse ai Comuni e linee guida regionali per semplificare gli interventi nelle aree interessate da procedimenti di bonifica.
La Redazione

Più risorse per il recupero dei siti contaminati e procedure più chiare e uniformi per realizzare interventi nelle aree interessate da bonifiche. La Giunta regionale delle Marche ha approvato due provvedimenti che rafforzano l’azione sul fronte del risanamento ambientale: uno stanziamento complessivo di oltre un milione di euro destinato ai Comuni e nuove linee guida operative per disciplinare gli interventi nei siti oggetto di bonifica.

«Con questi atti diamo una risposta concreta ai territori, affiancando ai finanziamenti un sistema di regole più chiaro e omogeneo – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente Tiziano Consoli -. Le bonifiche sono spesso percorsi complessi e lunghi, che richiedono competenze, risorse e procedure certe. Per questo sosteniamo i Comuni con nuovi finanziamenti e mettiamo a disposizione uno strumento operativo che aiuterà enti pubblici, professionisti e operatori a realizzare gli interventi necessari in tempi più rapidi, senza compromettere gli obiettivi di tutela ambientale».

L’obiettivo della Regione è favorire il recupero di aree oggi inutilizzate o degradate, restituendole alle comunità in condizioni di sicurezza e rendendole nuovamente disponibili per attività e servizi.

Le risorse stanziate ammontano a 1,09 milioni di euro e saranno destinate a finanziare attività di analisi, messa in sicurezza e bonifica ambientale. I contributi sono rivolti ai Comuni proprietari dei siti contaminati e agli enti che intervengono nei casi in cui il responsabile dell’inquinamento non sia stato individuato o non abbia provveduto agli interventi necessari.

Gli interventi riguardano i siti inseriti nel Sistema Informativo Regionale dei Siti Inquinati (SIRSI), individuati sulla base della graduatoria predisposta da ARPAM. Tra le aree interessate figurano il campo sportivo di Collemarino ad Ancona, l’ex Galvanica Nobili di Castelfidardo, la falda acquifera di Fabriano, l’ex Nido Cepi di Jesi, l’ex Galoppatoio di Macerata, diversi siti nel territorio di Pesaro e Villa Tofani in provincia di Ascoli Piceno.

Accanto al sostegno economico arriva anche un nuovo quadro operativo per semplificare la realizzazione di opere e interventi all’interno dei siti interessati da procedimenti di bonifica. Le linee guida regionali definiscono infatti le attività consentite, le modalità di controllo e la modulistica da utilizzare, offrendo un riferimento unico per tutto il territorio marchigiano.

Le nuove regole riguarderanno numerosi ambiti: dagli interventi per la sicurezza dei luoghi di lavoro alla manutenzione di infrastrutture e servizi, dalle opere legate ai progetti del PNRR agli interventi per la mitigazione del rischio idraulico e per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’obiettivo è consentire la realizzazione di opere strategiche garantendo al tempo stesso che non vi siano interferenze con i percorsi di bonifica e con le attività di risanamento ambientale.

Le linee guida sono state predisposte attraverso un confronto che ha coinvolto Regione, Province, ARPAM, AST e Comuni. Il risultato è un sistema più uniforme e trasparente, pensato per offrire maggiore certezza amministrativa agli enti pubblici e agli operatori coinvolti nella gestione dei siti contaminati.

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