FER X a regime, pubblicato il decreto: 23 miliardi per 37,15 GW di nuove rinnovabili

Il provvedimento firmato da Pichetto Fratin è entrato in vigore il 7 agosto 2026 e introduce il nuovo sistema di sostegno per fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas residuati dai processi di depurazione. Attesi ora i provvedimenti di Gse e Arera per rendere operativo il meccanismo.
La Redazione

È stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica il decreto FER X a regime, firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, che definisce il nuovo sistema di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili mature.

Il provvedimento, datato 18 giugno 2026, è entrato in vigore il 7 agosto 2026, il giorno successivo alla pubblicazione online. Il decreto arriva dopo il via libera della Corte dei Conti e la decisione della Commissione europea dell’8 giugno 2026, che ha ritenuto la misura di aiuto compatibile con il mercato interno.

Il nuovo meccanismo riguarda gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli alimentati da gas residuati dai processi di depurazione, per un contingente complessivo massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile.

Il regime di sostegno può contare su risorse fino a 23 miliardi di euro e punta a favorire la realizzazione di nuova capacità rinnovabile. Dei 37,15 GW complessivi previsti, 10 GW sono destinati agli impianti con potenza fino a 1 MW, mentre 27,15 GW riguardano gli impianti di potenza superiore.

Per gli impianti fino a 1 MW è previsto l’accesso diretto al regime incentivante, senza la partecipazione alle aste. Per gli impianti di maggiore potenza, invece, l’accesso agli incentivi avverrà attraverso procedure competitive gestite dal Gse.

Il sostegno sarà riconosciuto attraverso contratti per differenza bidirezionali della durata di 20 anni. Il meccanismo prevede un prezzo di riferimento per l’energia prodotta: quando il prezzo di mercato è inferiore a tale valore, viene riconosciuta al produttore la differenza; quando invece il prezzo di mercato supera il prezzo di riferimento, è il produttore a restituire la differenza.

Il sistema punta a garantire maggiore stabilità agli investimenti, evitando allo stesso tempo fenomeni di sovracompensazione nel caso di prezzi dell’energia particolarmente elevati.

Per gli impianti con potenza fino a 1 MW, il prezzo sarà fissato in via amministrativa da Arera. Per gli impianti di maggiore potenza, invece, il valore sarà determinato attraverso le procedure competitive.

Per il fotovoltaico e l’eolico con potenza superiore a 1 MW sono previste procedure specifiche e ulteriori criteri di preselezione. Nel dettaglio, le aste assegneranno 16,5 GW all’eolico, 10 GW al fotovoltaico, 0,63 GW all’idroelettrico e 0,02 GW agli impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.

Per partecipare alle procedure competitive sarà necessario rispettare specifici requisiti. Tra questi rientrano il possesso del titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, l’accettazione definitiva del preventivo di connessione alla rete elettrica e la registrazione dell’impianto sul sistema Gaudì di Terna, validata dal gestore di rete.

I requisiti si inseriscono nel quadro europeo relativo all’industria a zero emissioni nette e puntano a favorire progetti coerenti con gli obiettivi dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione, sicurezza delle filiere e competitività industriale.

Il decreto stabilisce anche i tempi massimi per la realizzazione degli impianti ammessi alle procedure competitive. Per gli impianti eolici e fotovoltaici il termine è fissato in 36 mesi. Per le nuove costruzioni idroelettriche il limite sale a 54 mesi, mentre per gli impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione sono previsti 48 mesi sia per le nuove costruzioni sia per i potenziamenti.

Il nuovo regime FER X rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’Italia punta ad accelerare la transizione energetica e aumentare la capacità di produzione da fonti rinnovabili. I 37,15 GW di nuova capacità previsti dal decreto rappresentano circa il 48% dell’attuale capacità rinnovabile installata nel Paese.

Secondo la Commissione europea, il meccanismo potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di portare al 39,4% entro il 2030 la quota di consumo finale lordo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili.

Con l’entrata in vigore del decreto si apre ora la fase necessaria a rendere pienamente operativo il nuovo sistema. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore, il Gse dovrà adottare le regole operative per l’accesso agli incentivi, definendo anche le modalità semplificate previste per gli impianti fino a 1 MW e il calendario delle procedure competitive.

Arera dovrà invece definire, entro 90 giorni, i prezzi di aggiudicazione applicabili agli impianti di potenza non superiore a 1 MW che accederanno direttamente al sistema di sostegno.

Con il FER X definitivo si completa così il percorso avviato con il meccanismo transitorio entrato in vigore nel 2025. Il nuovo sistema punta a sostenere gli investimenti nelle fonti rinnovabili, aumentare la produzione nazionale di energia pulita, ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche e rafforzare la sicurezza del sistema elettrico italiano.

La Redazione
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